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News — 14 novembre 2013 16:00

Teatro Regio: l’Italia in opera

logoregioLa stagione che si è aperta il 9 ottobre sarà, per il Teatro Regio di Torino, una delle più interessanti e ricche di appuntamenti imperdibili degli ultimi anni. Tredici opere, due balletti, uno spettacolo in prima assoluta, un Gala dedicato a Giuseppe Verdi andranno in scena a ritmi serrati sul palcoscenico torinese, uno sforzo davvero notevole, a cui bisogna aggiungere anche la tournée giapponese dopo il successo riscosso nel 2010.
L’attenzione sarà puntata sulla grande musica italiana, in particolare su Verdi e Puccini ai quali verranno dedicati due festival. Parallelamente, verrà proseguito il progetto di creare un saldo repertorio di opere simbolo, avvicendando sempre più titoli grazie alla messa in scena di alcuni storici allestimenti di produzione propria, in grado di offrire, in brevi periodi, una molteplicità di visioni sulla produzione dei grandi Maestri.
Il Festival Verdi, in occasione del 200° anniversario della nascita, si è aperto con Simon Boccanegra  diretto dal maestro Gianandrea Noseda, nello splendido allestimento firmato da Sylvano Bussotti, e con due tra le opere non solo più popolari, ma anche più paradigmatiche del Verdi “politico” e “sociologico” come il Rigoletto e La traviata. Il tributo a Giuseppe Verdi si arricchirà ancora grazie alla prima assoluta di Verdi, narrar cantando, spettacolo di Marco Paolini e Mario Brunello, e al Gala lirico-sinfonico con tre ampie selezioni da Macbeth, Il Trovatore e Aida con un cast d’eccezione: Barbara Frittoli, Marcelo Álvarez, Marianne Cornetti e Leo Nucci.
Altri protagonisti dell’italianità nell’opera saranno Gioachino Rossini, con Il barbiere di Siviglia e Guglielmo Tell e Giacomo Puccini, con il Festival a lui dedicato, in cui verranno messi in scena Madama Butterfly, Turandot, Tosca e Gianni Schicchi.

In collaborazione con Torinodanza Festival, verrà ospitato il Ballet de l’Opéra de Lyon, con un omaggio a due coreografi che hanno segnato la storia della danza del XX secolo: l’americano William Forsythe, con Limb’s Theorem, e lo svedese Mats Ek il quale, con la sua riscrittura di Giselle, ha creato un’autentica pietra miliare della coreografia contemporanea.
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