Home > News > Comunicati Stampa > Vasco a Modena per il concerto con più paganti di sempre: incasso di 12 milioni
Comunicati Stampa, News — 24 maggio 2017 16:43

Vasco a Modena per il concerto con più paganti di sempre: incasso di 12 milioni

Scarica l’articolo in pdf

Il Sole 24 Ore – 23 maggio 2017

di Francesco Prisco

 

Al «Blasco» non si comanda. E non c’è effetto Manchester che tenga: polverizzati in una manciata di ore anche gli ultimi 20mila biglietti messi in vendita questa mattina per il «Modena… Modena Park», il concerto-evento a celebrazione del 40ennale di carriera di Vasco Rossi. Un sold out da record mondiale, quello del live act in programma l’1 luglio nel parco «Enzo Ferrari» della città emiliana: 220mila spettatori paganti per la singola data, più degli A-ha, detentori del precedente primato con l’esibizione da 198mila fan nel ’91 al Maracanà di Rio de Janeiro, più degli show che in quella stessa location tennero Tina Turner nell’88 (188mila persone) e Paul McCartney nel ’90 (185mila spettatori).

Ma quanto ha incassato il «Modena Park»? I dati ufficiali non sono ancora disponibili, ma dalla ricostruzione effettuata dal Sole 24 Ore che ha ascoltato varie fonti la cifra finale non si discosterà dai 12 milioni, iva compresa. Il concerto organizzato dall’agenzia di promoting Big Bang e venduto dalla piattaforma di ticketing Vivaticket, entrambe del gruppo bolognese Best Union che fa capo a Luca Montebugnoli, prevedeva tre fasce di prezzo, per i tre diversi pit in cui sarà divisa l’area dello show. Si andava dal primo pit da 75 euro più prevendita a un secondo pit da 65 euro più prevendita, ciascuno da 27mila posti circa, fino al terzo pit da 50 euro più prevendita, nel quale confluiranno intorno alle 163mila persone. Nei primi due pit gli spettatori godranno di uno spazio di 2 metri quadri a persona, a fronte degli 1,70 metri quadri previsti per legge. Gli accrediti saranno intorno ai 600 – non ne sono stati riservati agli sponsor – mentre altri 600 posti saranno riservati ai disabili.

I 1.800 biglietti annullati per secondary ticketing
Il concerto è stato annunciato all’inizio di quest’anno, quando era ancora caldo il dibattito intorno al secondary ticketing e il Vasco nazionale se n’era andato sbattendo la porta da Live Nation Italia, agenzia di promoting con cui fino a quel momento aveva collaborato. In una conferenza stampa a gennaio, tenutasi presso la sede milanese di Siae, fu annunciata la nuova partnership con Big Bang, una startup che, per l’impresa del «Modena Park», si è avvalsa della collaborazione di società primarie del settore della musica dal vivo. Le azioni di contrasto al secondary ticketing hanno portato all’annullamento di 1.800 biglietti per lo show dell’1 luglio, così come sono state effettuate denunce alle autorità giudiziarie nei confronti dei market place digitali che avevano messo in vendita a prezzi maggiorati biglietti acquistati al mercato primario.

Best Union punta a uscire dalla Borsa
Il sold out cade in un momento molto particolare per il mercato italiano della musica dal vivo. A fine luglio scade per esempio l’accordo Panischi, deal 15ennale da 15 miliardi di vecchie lire che ha legato i principali promoter nazionali in esclusiva a TicketOne, e il gruppo Best Union – che in questo momento gestisce anche le vendite del tour «Zerovskij… solo per amore» di Renato Zero – intende giocare un ruolo importante in questo scenario. Con un occhio alla finanza: il 9 giugno scadrà infatti l’opa di delisting da 3 euro ad azione lanciata sul titolo del gruppo, quotato a Piazza Affari. Il pacchetto di maggioranza (75%) è in mano a Ticket Holding, controllante lussemburghese che annovera oltre ai soci storici di Best Union anche una partecipazione del fondo Luxempart, mentre il 25% del capitale è flottante. Obiettivo: liberarsi il campo per un piano di acquisizioni all’estero molto aggressivo. Per dirla con Vasco: «Passo di lì/ Ti prendo e ti porto via».